La Perimplantite e i suoi rimedi

La chirurgia implantare è sempre più utilizzata per la sostituzione di elementi dentali mancanti, per cui una percentuale crescente di individui risulta essere portatore di impianti osteointegrati.
È però anche noto che una delle problematiche principali che affliggono l’impianto è l’insorgenza della perimplantite.
La perimplantite è principalmente dovuta ai batteri che si accumulano a livello del cavo orale e sulla superficie degli elementi protesici e che, se raggiungono la superficie implantare, danneggiano i tessuti prossimi all’impianto stesso.
La perimplantite è tuttavia l’ultimo atto di una serie di eventi che possono e devono essere intercettati molto prima.
I batteri, una volta organizzati in colonie, danno origine alla placca batterica e se non vengono tempestivamente rimossi causano, con la produzione dei loro metaboliti, uno stato di infiammazione della gengiva prossima all’impianto chiamato mucosite perimplantare.
Se si rimuovono tempestivamente i fattori eziologici, i tessuti possono dunque guarire senza alcuna conseguenza. Tuttavia, se lo stato infiammatorio perdura nel tempo, si andrà incontro a un graduale peggioramento della situazione con l’evoluzione da mucosite a perimplantite.
La perimplantite è anch’essa un processo infiammatorio che colpisce i tessuti perimplantari caratterizzata da una perdita progressiva del tessuto osseo; se non trattata nelle sue fasi iniziali porta irrimediabilmente alla perdita dell’impianto. Ne consegue che una buona igiene orale è fondamentale per mantenere i tessuti perimplantari in un buono stato di salute.
Per rendersi conto dellimportanza della prevenzione di tale patologia basta osservare la sua diffusione nella popolazione.
Nel 2008, al Sesto European Workshop on Periodontology è stato reso noto che la prevalenza della patologia perimplantare è di circa il 50% dei siti perimplantari (80% dei soggetti) per le mucositi e di circa il 12-40% dei siti (56% dei soggetti) per le perimplantiti (Lindhe J. et Al., 2008).
Le metodiche di bonifica delle superfici utilizzate fino a oggi sono state le più disparate, ma nessuna si è dimostrata più efficace delle altre e per questo ogni professionista si basa più che altro sulla propria esperienza cercando di combinare gli strumenti di prevenzione a oggi disponibili.
In linea di massima si può assumere che i principi di trattamento siano gli stessi che si usano per le parodontiti, tuttavia va ricordato che gli impianti necessitano di accorgimenti specifici in quanto l’anatomia perimplantare è sicuramente diversa da quella parodontale.
Tutte le metodiche applicate durante la gestione dell’igiene orale sono atte a rimuovere la placca e a prevenirne la formazione, ma va ricordato che superficie implantare è molto più delicata del cemento radicolare, e quindi l’adesione della placca sarà da gestire in maniera differente.
Per la perimplantite  si è osservato che, una volta instauratasi, è molto difficile che possa essere ricondotta a una guarigione da parte dell’igienista con la sola terapia non chirurgica, con o senza l’ausilio di antibiotici, per cui il paziente diventa di stretta competenza odontoiatrica.
Alcuni recenti strumenti sono oggi disponibili per cercare di aumentare l’efficacia di un trattamento su impianti. Vanno menzionati in particolare il laser che, nelle sue diverse forme (Er:YAG, CO2, a diodi), si è dimostrato efficace soprattutto se usato in combinazione ad altre tecniche principalmente chirurgiche
Da tutto ciò si evince che, dato che la perimplantite è difficile da gestire, che gli strumenti per curarla sono pochi e attraverso procedure complicate e abbastanza invasive, la prevenzione risulta essere la strada migliore da seguire; in tale ottica uno stretto rapporto tra igienista e odontoiatra costituisce sicuramente un beneficio per il paziente.
Recenti studi hanno messo in risalto come la qualità della fabbricazione dell’impianto dentale sia un fattore determinante nel contrastare lo sviluppo delle perimplantiti. Nonostante siano apparentemente tutti uguali, gli impianti hanno una diversa architettura progettuale, una diverso livello di decontaminazione della superficie del titanio e una migliore o peggiore precisione nell’accoppiamento del moncone che influenzano di molto l’incidenza di perimplantite. Migliore saranno tali caratteristiche, più alta sarà la durata statistica degli impianti.
Ai nostri pazienti consigliamo sempre di non risparmiare mai su quello che mettono nell’osso e sul livello di prevenzione dopo aver messo un impianto.
Solo così un impianto può essere per sempre.

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