L’Alitosi e l’Igiene Orale

sh_130210259L’alito cattivo è un disturbo che può interessare chiunque (bambini, adulti, anziani) e può essere un motivo di disagio, specie nei rapporti interpersonali.
Nella maggior parte dei casi l’alito cattivo è legato a cattive condizioni della bocca e ad una scarsa igiene orale, oltre che ad altri fattori esterni o abitudini viziate.
Dal punto di vista sociale è una problematica in grado di provocare un forte imbarazzo in chi ne è colpito, arrivando a mettere a rischio le relazioni interpersonali per la paura di indurre a disagio il proprio interlocutore; esiste anche un disturbo in cui il paziente lamenta una forte alitosi, nonostante l’infondatezza del pensiero (alitofobia).
Si stima che il 25% della popolazione soffra di questo problema ed il 6% presenti alito cattivo in modo permanente.
L’alito cattivo è un comunque un disturbo che spesso può essere trattato con successo.
Se dipende dalla bocca:
Igiene orale. La pulizia accurata dei denti è essenziale per evitare l’alitosi. Un’igiene scarsa non allontana i residui alimentari e favorisce l’accumulo di una sottile pellicola (placca batterica) sulle superfici dei denti, delle gengive e della lingua. I batteri utilizzano queste sostanze e producono composti che sono la causa principale del cattivo odore.
Saliva. L’azione della saliva è importante per mantenere una bocca pulita, quindi tutte le condizioni che determinano la bocca secca (xerostomia) favoriscono l’alitosi.
Malattie orali. Tutte le patologie che colpiscono il cavo orale (gengiviti, parodontiti, carie estese, malattie della mucosa) aumentano l’alitosi. È quindi necessario mantenere in buona salute la propria bocca controllando periodicamente con il dentista lo stato di denti e gengive.
Altre cause. Otturazioni, apparecchi ortodontici e protesi difficili da pulire, favoriscono l’accumulo della placca e possono causare alitosi.
Alitosi da fattori esterni:
Alimenti. Aglio, cipolla, porri e alcune spezie possono causare odori sgradevoli nell’alito fino a 72 ore dopo la loro assunzione.
Alcol. Le bevande alcoliche sono una causa comune di alitosi.
Fumo. L’abitudine al fumo di tabacco conferisce all’alito un odore caratteristico e persistente, in parte dovuto a composti volatili solforati.
Se non dipende dalla bocca:
Talora l’alitosi può essere causata da patologie infiammatorie come le sinusiti e le tonsilliti. Anche alcune malattie bronchiali e gastriche possono determinare un alito cattivo, come il reflusso gastro-esofageo.
L’INTERVENTO DEL DENTISTA
Quando si soffre di questo disturbo la cosa migliore da fare è parlarne con il dentista che potrà individuare le cause del cattivo odore e aiutare a risolvere il problema spesso semplicemente con sedute di igiene orale.
CONSIGLI PRATICI
Se non ci sono cause particolari, per evitare l’alito cattivo è sufficiente seguire alcuni semplici accorgimenti:
– spazzolare bene i denti, pulire gli spazi tra i denti con l’apposito filo, spazzolare la lingua;
– evitare di mangiare cibi che causano un cattivo odore dell’alito (aglio, cipolla e simili);
– non fumare sigarette, sigari o pipa.
L’utilizzo di coluttori per la cura dell’alitosi è assolutamente inutile se alla base non sussiste una buona igiene orale. Farsi degli sciacqui con soluzioni contenenti principi antibatterici senza prima aver eliminato residui di placca e tartaro dal cavo orale ha lo scopo solamente di arricchire le case farmaceutiche.
In ogni caso, comunque,  è consigliabile consultare la figura specialistica di riferimento che in questo caso è il dentista, che può con una semplice visita valutare e diagnosticare eventuali problemi.

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